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Risarcimento dei danni da Paralisi Cerebrale Infantile

In questo articolo, ti parlerò di un caso di malasanità, fortunatamente poco frequente, ma dalle conseguenze devastanti sulla vita del neonato e sul nucleo familiare, che legittima, ricorrendone i presupposti, la richiesta di risarcimento dei danni da Paralisi Cerebrale Infantile.

Senza addentrarmi troppo nelle questioni mediche (che non mi competono), ti parlerò della Paralisi Cerebrale Infantile, cercando di farti capire di cosa si tratta e come si presenta, quali sono le cause da cui origina la patologia e quando si potrà invocare un risarcimento dei danni da Paralisi Cerebrale Infantile.

Cos’è la Paralisi Cerebrale Infantile e come si presenta

La Paralisi Cerebrale Infantile, che colpisce, con vari livelli di gravità e varie problematiche, approssimativamente 1 bambino su 500, è un gruppo di disordini permanenti del movimento e della postura che causa una limitazione della funzionalità motoria, attribuiti ad un danno cerebrale non progressivo (cervello, cervelletto e tronco encefalico) incorso durante la vita fetale o neonatale. Il disordine motorio è a volte accompagnato da altri disturbi, come disturbi della sensibilità, disturbi cognitivi e della comunicazione, epilessia e problemi muscolo-scheletrici secondari.

Questo gruppo di disturbi può presentarsi in 3 forme prevalenti, a volte sovrapponibili:

Sindromi spastiche (emiplegiche, diplegiche e tetraplegiche)

Caratterizzate per la rigidità e la plegia (abolizione del movimento volontario). Si definiscono emi-plegie se interessano arto inferiore e superiore dello stesso lato, di-plegie se interessano entrambi gli arti inferiori (più raramente quelli superiori) e tetra-plegie se colpiscono tutti e 4 gli arti.

Sono naturalmente possibili quadri clinici caratterizzati non da perdita completa di movimento, ma da una riduzione o minore fluidità: tutto dipende dalla gravità del danno neurologico primario e dalla possibilità di un intervento di riabilitazione.

Sindromi discinetiche

Caratterizzate da una incapacità di regolare il tono muscolare, organizzare ed eseguire i movimenti volontari e mantenere una postura. Possono essere soggetti a movimenti involontari effettuati senza nessuno scopo, che impediscono al bimbo di effettuare un movimento volontario.

Sindromi atassiche

Caratterizzate da movimento disordinato, un’incapacità nella coordinazione, nel mantenimento dell’equilibrio ed esecuzione di movimenti imprecisi.

La Paralisi Cerebrale Infantile viene trattata in modo riabilitativo perché il danno iniziale non è purtroppo riparabile. La riabilitazione si avvale di figure quali il fisioterapista, il neuropsicomotricista, il logopedista, guidati dal neuropsichiatra infantile.

Ti lascio una infografica riassuntiva curata dalla Fondazione Ariel (il cui sito ti invito a visitare se sei incorso in questo tipo di situazione):

 

Cause Sanitarie – Risarcimento Danni Paralisi Cerebrale Infantile

 

Cause della Paralisi Cerebrale Infantile

Per ciò che riguarda il tempo di insorgenza, la Paralisi cerebrale infantile può avvenire in corso di gravidanza, durante il parto e nel post parto.

Le cause della Paralisi Cerebrale Infantile risiedono in una delle seguenti situazioni:

  • evento ipossico-ischemico (ricorrente nei casi di: Gravidanza gemellare; Cause intrauterine di restrizione di crescita (IUGR); Trombofilia materna; Emorragia pre-partum; Distacco parziale di trofoblasto/placenta; Ipotensione materna (shock, trauma); Trauma addominale; Anemia materna e/o neonatale; Trombocitopenia; Epilessia; Cordone ombelicale attorno al collo; Liquido tinto di meconio; Compromisione fetale antepartale; Presentazione podalica; Distocia di spalla; Distocia in travaglio; Eventi acuti in travaglio: prolasso del cordone, rottura d’utero, distacco di placenta, arresto cardiaco materno, nodi di cordone, giri di cordone, cordone ombelicale breve, trasfusione feto-materna; Scorretta rianimazione neonatale);
  • infezioni (Toxoplasma gondii, Virus della RosoliaCitomegalovirused Herpes Simplex; Infezioni neonatali);
  • infiammazione (derivante da altri tipi di infezioni);
  • metaboliche (Ipotiroidismo materno; Ipotiroidismo congenito o iatrogeno),
  • congenite (Anomalie cromosomiche; Anomalia genetiche; Anomalie congenite acquisite; Disordini neuro muscolari; Tumori cerebrali);
  • tossiche (Cocaina, alcool, fumo, farmaci ).

Quando si può chiedere il Risarcimento dei danni da Paralisi Cerebrale Infantile

Come puoi notare le cause che possono originare la patologia sono molte, ma, come ovvio che sia, si potrà invocare un risarcimento dei danni da Paralisi Cerebrale Infantile solamente quando le cause della patologia sono imputabili ad una scorretta gestione clinica.

Potrebbe accadere che il quadro clinico-ostetrico della partoriente durante il travaglio di parto presenti elementi indicativi di una sofferenza fetale acuta e/o segni clinico-ostetrici di allarme tali da costituire indicazione ad un rapido espletamento del parto mediante parto operativo (taglio cesareo), piuttosto che continuare con il travaglio ed avviare ad un parto spontaneo. Potrebbe anche accadere che un’infezione materna non venga trattata correttamente e venga trasmessa al nascituro durante o dopo il parto.

I casi più ricorrenti nella prassi giudiziaria sono quelli di Paralisi Cerebrale Infantile conseguenti ad encefalopatia dovuta ad asfissia durante il travaglio di parto.

Vale la pena, a tal proposito, di ricordare le conclusioni cui è pervenuto l’American College of Obstetrics and Gynecology & American Academy of Pediatrics (ACOG) nel 2003, aggiornando il lavoro dell’International Cerebral Task Force del 1999, in ordine ai criteri cui occorre rifarsi al fine di verificare la sussistenza del nesso causale tra encefalopatia neonatale ed ipossia durante il parto.

Devono essere soddisfatti necessariamente 4 criteri in via cumulativa:

  1. presenza di acidosi metabolica;
  2. insorgenza precoce di segni e sintomi di encefalopatia neonatale grave o media (in neonati di età gestazionale superiore alle 34 settimane);
  3. paralisi cerebrale di tipo quadriplegico, spastico e discinetica (la quadriplegia spastica e la paralisi cerebrale discinetica sono segni neurologici certi associati ad un eventi ipossico acuto intra partum);
  4. esclusione di altre cause identificabili come trauma, disordini coagulativi, infezioni, malattie genetiche.

Dalla stessa letteratura scientifica emerge, inoltre, che per la diagnosi di encefalopatia neonatale vanno riscontrati altresì 5 criteri complementari, la cui contemporanea presenza (in quanto singolarmente non specifici), contribuisce a collocare il momento di realizzazione dell’evento ipossico all’interno del parto:

  1. Evento sentinella di ipossia che si verifichi immediatamente prima o durante il travaglio;
  2. Improvvisa, rapida e prolungata alterazione della frequenza cardiaca fetale, usualmente dopo l’evento sentinella di ipossia con un precedente regolare andamento della stessa;
  3. Indice di Apgar tra 0 e 6 protratto sino a 5 minuti;
  4. Evidenza precoce (entro i primi 3-5 giorni di vita neonatale) di sofferenza funzionale multiorgano (sistema cardiovascolare, gastrointestinale, ematologico, polmonare o renale e sequel neurologiche neonatali (convulsioni, coma, ipotonia);
  5. Precoce comparsa di anomalie cerebrali all’imaging ecografica e di risonanza magnetica.

Se, disgraziatamente, il tuo neonato è incorso in un caso di Paralisi Cerebrale Infantile, dovrai raccogliere tutta la documentazione sanitaria relativa alla storia della gravidanza e la cartella clinica relativa al parto, affinché tale documentazione venga valutata attentamente da un ginecologo forense esperto in materia che potrà dire se la causa della patologia è ascrivibile o meno a responsabilità dei sanitari.

Da un punto di vista medico-legale occorrerà, infatti:

  • provare la sussistenza del nesso causale tra fase del parto e danno ipossico ischemico;
  • provare la correlazione causale tra encefalopatia neonatale da danno ipossico-ischemico perinatale e gestione clinica dell’equipe ostetrica e, dunque, accertare se siano riscontrabili elementi clinici che avrebbero dovuto indirizzare i sanitari a tenere una condotta diversa astrattamente idonea ad evitare il danno.

Se credi di dover essere risarcito, CHIAMACI ORA per una VALUTAZIONE GRATUITA del tuo caso…


Se non sei sicuro che il tuo sia un caso di malasanità, contattami per una valutazione gratuita.

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